domenica 24 febbraio 2013

Cambia le regole del gioco, le 20 innovazioni per lo studio di successo ".


Mark Hyman DDS, libero  professionista
 di Greensboro  nella Carolaina del Nord, 
 é professore Associato  
presso la University of North Carolina School of Dentistry.  


Gradevole  e affollata la il suo seminario al CMM 2013 dal titolo "Cambia le regole del gioco,  le 20 innovazioni per uno studio di successo ".
1  l'armonia e la motivazione del  team dipendono dalla tua motivazione,   sii positivo  e segui uno stile di vita corretto .
2  crea la figura  del coordinatore del trattamento che  é la tua
igienista dentale la figura cardine dello studio,  adeguatamente addestrata , Intercetta  le patologie che necessitano di trattamento. Il 50% dei lavori protesici nascono dalla poltrona dell'igienista.
3  usa le fotografie digitali.
Videocamera intraorale  va utilizzata  ogni giorno su tutti i pazienti  sia dall'igienista   che   dal  dottore . Migliora la comunicazione e coinvolgono il paziente nelle scelte terapeutiche aumentando l'accettazione dei casi.
4 la presentazione dei casi clinici complessi va fatta con l'uso di
immagini,  modelli della bocca, radiografie digitali ;  dopo la presentazione a video, consegna al paziente la documentazione stampata. Ricorda la forza delle immagini!
5 la gestione del team.  Nel lavoro di gruppo la riunione del mattino é fondamentale per organizzare una serena e produttiva giornata di lavoro. 
Un paio di volte all'anno organizza un party con il personale per ridere e  smorzare le tensioni accumulate.
6 gestione del paziente .  Ampio uso di nuove  tecnologie Cerec
isolitesystems (http://www.isolitesystems.com/) sorta di apribocca
associato ad un aspiratore Occhiali protettivi per il paziente 
Cuffie per diffondere la musica
 7 anestesia rapida  e in dolore usa la  OnSet mixin Pen
8  nello studio dentistico  é importante la prima impressione,
Accessibilità , pulizia, confort, eleganza.
Nelle sale operatorie tecnologia  avanzata chairside, Rx digitale, CEREC
Manipoli elettrici   ad alta velocità oggi piú silenziosi.
9  l' igiene dentale é il cardine della prevenzione,  promuovere l'igiene fidelizza il paziente :utilizza le nuove tecnologie EMS.
10 Utilizza un software gestionale  completo per cartella  clinica,
segreteria, igiene, immagini e motivazione del paziente. Oggi i
migliori operano in cloud (Curve dental)
11  la diagnosi di carie va fatta con l'uso di Diagnodent  sopratutto in prima visita.  Inserisco sul web la  foto del diagnodent, spiegandone l'uso.
12 laser
13 usa il credito al consumo
14  radiologia digitale oggi é indispensabile Endorali
Ortopantomografo digitale Cone Beam
15  implantologia guidata dalla nuova diagnotica radiologica espande i casi di utilizzo.  Utilizza  sempre i provvisori.
CEREC puó aiutarti , ottimi provvisori in 30 minuti
16 sbiancamenti
17  segui dei corsi di formazione in management, marketing, coaching.
Per te e per il tuo team, la cultura di impresa non fa mai male!
 Io sono allievo di  Cathy Jameson
18  l'odontoiatria estetica é una branca importante
Eccellenti i di silicati    IPS E-max 
19 ortodonzia tradizionale e Invisalin
Tratta le patogie dell'ATM
20 il nostro futuro.
Utilizza gli strumenti del Web 2.0
I webinar  e le TV via web per  dialogare con il paziente.

twitter@daviscussotto

sabato 23 febbraio 2013

Come posso utilizzare i nuovi strumetni offerti dal web 2.0? rispondono Pelliccia e Gallucci


Come posso utilizzare
 i nuovi strumenti offerti dal web 2.0?

lo abbiamo chiesto a  Francesco Gallucci e Antonio Pelliccia

Il dentista non può più fare a meno di pensare e di agire come un imprenditore. Gli obiettivi, la strategia di impresa e il marketing devono appartenere alla cultura dello studio odontoiatrico. Così come il piano di comunicazione è lo strumento che consente innanzi tutto di creare e mantenere il dialogo con i propri pazienti/clienti. Siamo nel
2013 e la comunicazione dello Studio Odontoiatrico non può più fare a meno del web, anche per un solo motivo: la società in cui viviamo e lavoriamo non fa a meno del web.

Disporre di un sito web dello Studio, produrre con regolarità una newsletter digitale, aprire un account su Facebook, Twitter, Linkedin o sviluppare una strategia di social media marketing sono attività che devono far parte del bagaglio di lavoro normale del Dentista.
Naturalmente, come tutti i nuovi strumenti di comunicazione anche il web
2.0 serve a raggiungere degli obiettivi con risultati misurabili. E’
altresì evidente che non servesviluppare un sito dello Studio o aprire una pagina su Facebook se prima non si è deciso che cosa si vuole ottenere. Gli studi odontoiatrici sono una realtà profondamente diffusa sul territorio nazionale, vivono da qualche tempo una condizione di difficoltà crescente dovuta alla presenza di nuovi e agguerriti concorrenti ma anche ai problemi legati alla riduzione del potere di spesa delle persone e delle famiglie. Rispetto al recente passato, i fattori di scelta di uno Studio sono aumentati e distinguersi dalla massa è indispensabile accrescendo altre oltre al tradizionale passaparola sul territorio, al volantinaggio e a tutta una serie di promozioni che sfruttano i canali offline, anche al web marketing. La presenza sul web con un sito o con un blog è ormai una necessità per qualunque Studio perché nella fase di scelta da parte del cliente è diffusa l’abitudine, specialmente da parte dei più giovani, di andare preventivamente sul sito web per controllare ciò che si dice su internet della tua attività, magari cercando le foto su Facebook, verificando se ci sono campagne promozionali in atto e vedendo se Google Maps mostra altre attività simili nei dintorni.
 Oggi una strategia di web marketing non può fare a meno dei social media, per quello che viene formalmente definito Social Media Marketing.
E’ importante ricordare che la diffusione dei social media è ormai plebiscitaria. Questi canali, e parliamo non solo di Facebook, ma anche Twitter, GooglePlus, LinkedIn, Pinterest e molti altri, hanno delle proprie peculiarità e una propria strategia di comunicazione. Il Social Media Marketing è una branca del marketing online che si è sviluppata dopo la prepotente crescita e diffusione di alcuni social network. Primo fra tutti Facebook, nato come punto di incontro online, nel tempo è diventato un potente mezzo di marketing. Se ne sono aggiunti altri, come ad esempio Twitter, spesso definito social network quando in realtà è un microblog, resta comunque uno mezzo per comunicare rapidamente con il proprio target. Recentemente è stato lanciato Google Plus, il social network creato da Google, e poi di Pinterest, che si basa sulla sola condivisione di immagini. Un excursus sui principali canali utilizzati dal Social Media Marketing per diffondere il brand dello Studio, curarne l’immagine e accrescere le possibilità di contatto con i clienti reali o potenziali.
 Quanto a Google Maps viene da chiedersi cosa c’entra con il web marketing, la risposta è semplice: geolocalizzazione. Infatti i dispositivi portatili come tablet e smartphone stanno rivoluzionando il modo di cercare e trovare soluzioni ai nostri problemi quotidiani.
Faccio un esempio. Sono in pausa pranzo, mi comunicano una riunione improvvisa e mi rendo conto di avere bisogno di un centro estetico.
Attraverso il mio smartphone cerco quelli più vicino a me, mi appariranno solo quelli che sono stati geolocalizzati, che hanno cioè un sito ottimizzato per una determinata località e che hanno in corrispondenza un profilo Google Place (che appare su Google Maps). Non è di certo l’unico servizio di geolocalizzazione, ad esempio chi non conosce Foursquare? La sua utilità è proprio nella possibilità di avere a portata di cellulare ciò che ci circonda.
 Si può parlare di una strategia social definita per gli studi odontoiatrici? No di certo. In effetti, per ogni tipologia di situazione, di servizio e di caratteristiche aziendali è necessario calibrare in modo corretto l’uso dei social. Non tutti vanno bene, ma tutti hanno bisogno dell’analisi di una strategia tagliata sulle specifiche esigenze di ogni singolo studio. Troppo complesso? Forse se non si hanno le idee chiare su cosa si vuole ottenere. Ma allora perché scegliere il social media marketing? La prima motivazione è l’economicità del mezzo. Non si può dire che Facebook, Twitter, Google Plus e gli altri siano gratuiti in senso assoluto, ma di sicuro hanno dei costi ridotti rispetto ad altre forme di comunicazione online e offline. Questo significa che aprire una fan page è gratuito, essendo un servizio offerto da Facebook, curarla e fare in modo che si abbia un guadagno di ritorno, in termini economici e di immagine, ha invece un costo, principalmente di tipo temporale. Seppure siano tutti canali utilizzati nel tempo libero dalla maggior parte delle persone, il loro usi a fini commerciali è più complesso, richiede un’analisi del mercato e dei competitor, richiede la ricerca di informazioni e contenuti che possano essere condivisi in maniera fruttuosa e richiede un continuo aggiornamento. Ecco perché è giusto vedere nel Social Media Marketing un canale di sviluppo del proprio business, ma ecco anche perché è meglio rivolgersi a dei professionisti che sappiano sfruttare al meglio i social network e ti consentano di avere un ritorno di immagine e di utenza rilevante. E infine qualche parola sui motori di ricerca. Vale la pena ricordare che gli Studi Odontoiatrici hanno un forte appeal emozionale sulle persone e tale interesse si riflette anche sul mondo del web, dove proliferano blog e forum che trattano di questi argomenti.
Il blog è un accessorio del sito corporate, di certo infatti non può mancare un sito web ottimizzato e realizzato per mostrare ai tuoi clienti potenziali o presenti la tua struttura, pubblicare le offerte o le novità che nel tempo si susseguiranno. Ho aggiunto l’aggettivo “ottimizzato” perchè un sito realizzato senza attenzione al SEO (Search Engine Optimization) è un sito che difficilmente apparirà fra i risultati di ricerca nei primi posti su Google. Quindi non solo siti web aziendali, di sicuro il primo passo da fare per costruire una corretta strategia di web marketing, ma anche spazi in cui apparirà in prima persona l’odontoiatra che potrà esprimere in un blog le proprie idee sulla professione o spiegare come lavora. In questo modo lo Studio potrà disporre di diversi punto di confronto con la clientela, offrendo loro un servizio informativo che darà rilievo alla visibilità online e alla reputazione aziendale. Quali informazioni potrebbe offrire il sito di uno studio e quali argomenti potrebbe trattare un blog? Non vorrei ridurre tutto ad una lista di cosa da fare o non fare. Ma ponendoci nella prospettiva di un paziente che deve fare una scelta , quali sono le prime informazioni ricercate? Oltre alle valutazioni delle prestazioni ricevute da parte dei pazienti, oltre al prezzo, alla distanza fino alla consulenza online sulle prestazioni. Perché no?



venerdì 8 febbraio 2013

oltre a una perfetta otturazione che cosa si aspetta in più il paziente da me (dentista)




Si aspetta quello che già il Codice Deontologico ha sempre recitato: "...che il medico spieghi la terapia al paziente, che questi la comprenda e che il paziente sia messo in condizione di poterne usufruire dal punto di vista economico..." Questo il significato.
In pratica il Management, interpretando questa branca dell'Economia Gestionale applicandola all'Odontoiatria con la comunicazione, la motivazione,  l'organizzazione ed in generale con il controllo gestionale anche sotto il profilo economico. Il paziente si aspetta perfino che il dentista faccia gli investimenti giusto, che sia aggiornato clinicamente e chirurgicamente è che l'accesso ai servizi sia adeguato ai tempi, all'economia ed al contesto territoriale e sociale. È una domanda alla quale è difficile dare una risposta così brevemente senza cadere nelle banalità, perché proprio il Marketing, che molto confondono come una strategia mercificatoria, in realtà studia proprio i bisogni dei pazienti per soddisfarli al meglio... Nel nostro corso insegneremo questo!






Francesco Gallucci  e  Antonio Pelliccia

insieme  ad Asti il 22 e 23  marzo


“un weekend con il Marketing per il tuo successo professionale”.







La memoria e il ricordo, come posso fidelizzare il mio paziente?



Uno degli argomenti più discussi nella storia della conoscenza umana è cos'è la memoria e come si formano i ricordi. Per i lettori del Dentale parlare di memoria e di ricordi può essere certamente interessante da un punto di vista scientifico e, proprio su in take prospettiva di cui vorrei fornire qualche utile richiamo traendo spunto dalle più recenti scoperte delle neuroscienze. Ma è altresì interessante vedere come la memoria e il ricordo possono svolgere una funzione determinante nei meccanismi di fidelizzazione soprattutto se legate ad esperienze di servizio e relazione professionale di qualità elevata. Sappiamo che una prerogativa del sistema nervoso è la sua capacità di immagazzinare informazioni su se stesso e ciò che lo circonda. In effetti, nel cervello, tutte le parti sono impegnate a registrare un qualche tipo di memoria, anche se noi umani sia soliti limitare il significato di "memoria" all'insieme di esperienze personali che acquisiamo nel corso della giornata e della vita. Studiando i Primati abbiamo compreso che la memoria viene immagazzinata in gran parte della neocorteccia, la parte cerebrale che si è sviluppata più di recente, e che vi sono diverse classi di memoria sono tessiture a rete di neuroni. Tanto per capirci, ogni giorno il cervello assorbe centinaia di migliaia di stimoli che hanno una qualche rilevanza cognitiva, ma solo una piccola parte viene filtrata dalla coscienza razionale come portatrice di senso. Il filtro ci consente, ad esempio, di "vedere" solo le informazioni che rappresentano per noi un valore, come ad esempio quando un paziente è in procinto di pianificare una prima visita da un dentista sarà particolarmente attento ai messaggi pubblicitari che presentano le varie offerte di servizi odontoiatrici (dal franchising agli studi privati).



Dove vanno a finire tutte le informazioni raccolte? Il sistema della memorizzazione e della cognizione in generale è l'espansione ascendente di una gerarchia di strutture neurali che hanno la loro base nel midollo spinale. Le strutture neurali sono di tipo associativo, basate su connessioni tra neuroni tramite sinapsi, e plastico (nel senso che possono mutare e modularsi nel tempo cambiando forma e struttura) e accolgono le informazioni secondo un modello distribuito (ogni parte dell'informazione risiede in parti diverse che la rete neurale combina e raffina nel tempo). Se pensiamo allo studio odontoiatrico come una struttura gerarchica di informazioni organizzate e stratificate:
l'ingresso contiene informazioni riguardanti l'identità dello studio e dell'odontoiatra, diplomi, foto, immagini, frasi emblematiche, il bancone, le sedie, i depliant, le assistenti e altro ancora. La zona di attesa con tavolino, giornali, poster ai muri e l'arredo. La sala operatoria in cui troneggia la tecnologia e dove il paziente si trova in un ambiente asettico, pulito, professionale. E' qui che si vive l'esperienza più forte e memorabile, l'intervento. Cosa rimane nel ricordo dei pazienti? Le memorie di ogni fase dell'esperienza odontoiatrica sono per lo più inframmischiate: il mio ricordo del sorriso dell'assistente o quello della musica rilassante (memoria
sensoriale) è associato al ricordo della mia ultima visita nello stesso studio (memoria episodica), al significato della parola "dentista"
(memoria semantica) e al concetto della cura odontoiatrica (memoria concettuale). Queste memorie e le loro reti sono annidate l'una dentrro l'altra, dalla inferiore alla superiore, nonchè interconnesse tra di loro e con le altre, verticalmente e orizzontalmente nella gerarchia.
Così il nostro cervello combinerà l'impressione visiva dell'arredo curato, moderno e rilassante con la gentilezza dell'assistente e dello stesso odontoiatra. A distanza di tempo, quando il paziente si troverà a dover ricorrere ancora alla cura odontoiatrica richiemerà alla mente la memoria di elementi interconnessi (l'ambiente, la gentilezza, l'effetto della cura e il nome del giornale sul tavolino nella sala di attesa) e li combinerà in un unico ricordo, una sola esperienza. Quanto più lo studio sarà progettato per essere allo stesso tempo semplice, rilassante, confortevole e rassicurante tanto più sarà più immediata l'azione di recupero nella memoria di lungo periodo dell'esperienza positiva visita dal paziente e porterà a una riconferma della scelta dello studio per il nuovo intervento. Le decisioni sono prese in prevalenza a livello inconscio ed emozionale e solo in minima parte a livello di piena consapevolezza razionela. Quindi è davvero molto importante curare nei dettagli gli aspetti del "sistema studio odontoiatrico" che possono sembrare non rilevanti e di marginali. Sono proprio questi dettagli che contribuiscono a arricchire l'esperienza del paziente.

Francesco Gallucci  e  Antonio Pelliccia

insieme  ad Asti il 22 e 23  marzo


“un weekend con il Marketing per il tuo successo professionale”.







lunedì 4 febbraio 2013

"io amo il mio lavoro" di Erika Leonardi


"Io amo il mio lavoro"

Persona fortunata da invidiare!




Seduti al bar, in tre chiediamo la stessa bibita ma con tre sottili variazioni! Sorridendo il cameriere prende nota, e io gli esprimo la mia ammirazione. Guardandomi negli occhi commenta: “Signora, io amo il mio lavoro. Dobbiamo capire cosa vuole il cliente. A volte sono anche uno psicologo.”
DOVERE O PIACERE?
Il lavoro non è soltanto il mezzo per pagare le nostre necessità. Rappresenta più che un dovere. Può diventare fonte di piacere, quando il risultato del nostro agire ci rende soddisfatti. Nel caso di impreviste difficoltà, l’ambiente lavorativo diventa una palestra, che ci permette di scoprire capacità che non immaginavamo di possedere.
FELICITA’?
Non è un bizzarria associare il lavoro alla felicità: emozioni e sensazioni, a livello intellettuale e fisico, che ci appagano in modo totalizzante, dimenticando anche la fatica. E non esiste una correlazione fra il tipo di lavoro e la percezione di felicità. È una conquista che nasce da dentro di noi: diventa il risultato del modo con cui viviamo i gesti quotidiani.
E ALLORA?
Era un cameriere adulto, in un contesto dove sicuramente non  si fanno corsi di formazione. Ma era la persona giusta, nel posto giusto: fortunato! Un pizzico di invidia per quel cameriere che sa vivere consapevolmente il significato delle sue azioni. Portare un bibita non è banalmente “consegnare di un bicchiere pieno”: viene vissuto come l’occasione di dare un momento di serenità e di appagamento ad altri. E questa constatazione fa sentire il cameriere utile e importante.

… e se provassimo a prenderlo come esempio?

 Erika Leonardi
http://www.erikaleonardi.it



domenica 20 gennaio 2013

Evoluzione della Comunicazione in Medicina (Tamà)



Ergonomia e Comunicazione in Odontoiatria
Ma il cambiamento relativo al modo
di trasmettere il sapere non si è fermato a
Gutenberg: è oggi esploso lo strapotere
informatico. È qui impossibile e, di certo,
molto noioso, ricordare ciò che tutti ormai
conoscono e vivono per diretta esperienza
pluriquotidiana: web, internet e on-line
sono definitivamente divenuti patrimonio e
strumento diffuso nell’ambito della comunicazione
e, al riguardo, la comunicazione
medica vive og ni giorno di più di questa
risorsa.
Qual è la conseguenza pratica più diretta?
Semplice: mentre è impensabile eliminare
le strutture accademico-didattiche istituzionali,
deve essere invece attentamente
esaminata la potenzialità del self-publishing
come strumento di diffusione della competenza
medica ad ispirazione ippocratica.
La rinuncia al diritto d’Autore deve essere
la prima e più logica conseguenza di
questo approccio ippocratico, dato che il
giuramento ho proprio come pietra angolare
la rinuncia ad un compenso per la diffusione
del sapere medico.
È forse utile sapere che in Germania e
nel nord-Europa esiste un partito politico,
di notevole consenso elettorale (partito dei
“Pirati”) che pone come elemento fondante
della propria campagna proprio la eliminazione
del diritto d’Autore. La più logica
delle conseguenze è che questo ambizioso
programma sia di difficile attuazione nel
mondo della letteratura et similia, mentre
nel mondo medico (un’entità “di nicchia”)
oltre che coerente con il principio ippocratico
sia anche di facile attuazione da parte di
una compagine sociale (medici e “sanitari”
in genere) perfettamente in grado di attuare
il self-publishing.
Questo, in pratica, cosa significa? Significa
che chiunque sappia usare un computer
limitata diffusione scritta. La possibilità di
apprendere l’arte medica, anche nel periodo
ellenistico, romano e medievale, si realizzava
attraverso modalità manuali: schiere
di scribi o, più tardi, amanuensi (“a manu
servus”, cioè schiavo che ha l’incarico di
copiare a mano) tramandavano, sotto organizzata
dettatura degli “editori” di allora,
quanto alcuni (rari) medici dovevano tramandare.
Il tutto, stante il giuramento di Ippocrate,
rigorosamente gratis et amore Dei.
Con la stampa di Gutenberg (1455) le
cose cambiarono: cambiarono ma lentissimamente.
Ci vollero secoli, infatti, perché
la scienza medica venisse tramandata “per
iscritto” con un meccanismo, però, ancora
sostanzialmente “ippocratico”. Ma, poi,
tutto cambiò. Con la strutturazione didattica
secondo uno schema Accademico-Universitario
non fu più neppure pensabile una
trasmissione “gratuita” del sapere medico.
È pertanto inutile ricordare come il passare
dei decenni, fino ai giorni nostri, abbia
caratterizzato l’indiscussa e (per i tempi)
indiscutibile dilatazione di due connessioni
obbligate tra docente ed allievo: la Scuola
Ufficializzata (e a pagamento) insieme alla
Casa Editrice, con l’ufficiale “diritto d’Autore”.
Questa connessione (“link” si direbbe
oggi) ha, di fatto, completamente eliminato
l’auspicato rapporto di “fratellanza”
del giuramento di Ippocrate: per imparare
si paga e per concretare i diritti d’Autore si
paga.
Come se questo non bastasse, con il passare
degli anni si è resa necessaria anche
una dichiarazione, da parte del docente, che
il suo insegnare è del tutto privo di ogni legame
commerciale (conflitto di interessi).
Tutto questo, chiaramente, rende la frazione
citata del Gsiuramento d’Ippocrate un
malinconico ricordo, del tutto concretamente
impraticabile.
Ergonomia e Comunicazione in Odontoiatria
nunciato il giuramento medico e nessun altro”.
Ora questo non deve apparire in contraddizione
con la necessità indispensabile
(ampiamente caldeggiata dal sottoscritto)
di una profonda informazione sanitaria accuratamente
preparata. Deve però far comprendere
come la diffusione di esasperati
suggerimenti di autodiagnosi, con illusorie
promesse terapeutiche (vedi implantologia
e, addirittura, cellule staminali!) portino ad
un completo travisamento e complicazionedel
rapporto medico-malato.
Un caso molto particolare è quello riguardante
la autopresentazione (e promozione)
mediante siti online. Suggerendo al
lettore di rifarsi, a questo proposito, alla bella
esposizione di Davis Cussotto (Newsletter
de ildentale.it Data: 14 dicembre 2012
19.28.24 GMT+01.00) qui mi limito a suggerire
grande cautela, al riguardo, dato che
numerose, dirette “confidenze”, al riguardo,
mi hanno convinto di operare con estrema
circospezione.
Peer review e impact factor.
Parlando con colleghi di questi argomenti
le prime e più istintive obiezioni riguardano
cosa può succedere del peer reviewing e
dell’impact factor. Il primo dubbio (peer-reviewing)
è che, con il self-publishing, ogni
improvvisato collega, autocertificandosi,
possa raccontare le più stravaganti stranezze
senza alcun controllo. Ad una più attenta
considerazione il problema non si pone, perché
tutti i colleghi “istituzionalizzati” saranno
certificati dai rispettivi leader istituzionali.
Chi, invece, farà del self-publisching da
scrittore “libero”, dovrà solo mettere sotto il
proprio nome di Autore anche il proprio numero
di appartenenza alla FNOMCEO, in
modo che si capisca subito se è un collega o
può essere in grado, con un addestramento
davvero modesto, di comporre il proprio articolo
ed il proprio libro (e-book).
E la promozione? E la distribuzione?
Questi problemi per il nostro mondo odontoiatrico
non esistono in assoluto, perché noi
ci riferiamo a gruppi ben identificati, catalogati,
istituzionali, che, con i loro indirizzari
possono permettere una “impollinazione”
precisissima e, sostanzialmente, relativa a
qualche decina di migliaia di “target”, non
di milioni, come per distribuire Harry Potter
o simili.
I “data base” di ANDI, AIO, UNID,
ANTLO… permettono di raggiungere con
grande semplicità Tutto l’Universo di dentisti,
igienisti, ASO e odontotecnici: il nostro
mondo informatico è sostanzialmente
piccolo ed è ad esso che si può rivolgere il
self-publishing, e con grande facilità.
Ma c’è di più: l’archivio più sicuro di Tutti
noi odontoiatri, ad esempio, è la FNOMCEO
che, con la Cao, può in un batter d’occhio
raggiungere Tutti noi e senza bisogno di
passare né da Case Editrici né sponsor.
Ecco qua un ulteriore vantaggio: con il selfpublishing
si elimina completamente l’intermediazione
di sponsor che, esista o meno
un conflitto di interessi, possono tranquillamente
(e più ampliamente) svolgere la Propria
operazione promozionale senza però
includere dei “testimonial” che diventano
forzatamente delle figure anti-ippocratiche.
Ippocrate e la pubblicità on-line.
Mi ero riservato, nella prima parte della
esposizione, di affrontare anche un altro
paragrafo del “Giuramento”. Infatti il terzo
capoverso del Giuramento dice testualmente:
“(giuro) di mettere a parte dei precetti
(omissis) gli allievi iscritti che abbiano proECO
Ergonomia e Comunicazione in Odontoiatria
un ciarlatano. E qui si deve sottolineare che
l’unica discriminente è proprio e solo questa:
mentre chi non è medico non può (non
deve) “autocertificarsi” perchè commette
un’illecito (a partire da Ippocrate), invece
qualunque medico, odontoiatra, igienista
può scrivere tutto ciò che ritiene utile alla
professione. Più precisamente: non sono i
peer-reviewers di una qualsiasi casa editrice
che possano ritenersi, a loro volta, “certificati”
per essere in grado di censire/autorizzare
la pubblicazione di un collega. Brutalmente:
non è la “chiara fama” o la posizione
all’interno di una Associazione che possano
costituire fattore di autorizzazione al peeerreviewing,
cosa che, invece, va pretesa (eccome!)
dai Direttori di Istituzioni Accademiche
nei riguardi dei loro collaboratori.
Quanto all’impact factor il mio discorso
è molto più critico. L’impact factor è fortemente
influenzato da un gran numero di
elementi accessori, tra i quali è dominante
la Casa Editrice per la quale si è prodotta
la pubblicazione, la lingua con la quale si
pubblica, la conoscenza diretta di uno specifico
Autore. Al contrario, dunque: vero
e eccellente impact factor sarà quello che
vedrà citare, progressivamente e inesorabilmente,
un lavoro che colpirà la gran massa
dei frequentatori del web. Si tenga presente,
per chi non ne fosse al corrente, che questo
è il metodo con il quale giorno per giorno
(ora per ora?) scrittori sconosciuti di qualsiasi
campo letterario vengono a raggiungere
quelle pole-position che sono gli indiscutibili
“impact factor” delle novità letterarie.
D’altra parte tutto ciò che riguarda l’impact-
factor merita un discorso specifico e
chiarificatore. In sostanza ci dobbiamo chiedere
se Dante, Manzoni, Moravia o Quasimodo
abbiano avuto bisogno di un “certificato”
impact factor: è stata, ovviamente,
la storia letteraria, con il passar degli anni e
sotto l’impulso della accettazione del pubblico
(mercato?) dei lettori che ha “certificato”
l’impatto di questi Autori riguardo a
quanto poteva esservi di dubbio. Entriamo,
più da vicino, in un campo a noi perfettamente
noto: quello medico. Forse che Wasserman,
Golgi, Forlanini, Glikman, Roger-
Anderson, hanno avuto bisogno dell’impact
factor per certificare i loro straordinari risultati?
O non grava, piuttosto, sull’impact factor,
il (non malizioso) sospetto che esso costituisca
il filo conduttore per ben guidare
situazioni concorsuali o comunque, carrieristiche?
E qui, torna utile citare per puro ed indiscutibile
caso personale, il lancio, da parte
mia, del riunito tipo SPRIDO: ha questo
forse avuto bisogno di impact factor? Pubblicai
(1971) l’articolo riguardante questa
innovazione da me proposta, e non ebbi mai
alcun impact factor. Eppure non è oggi un
mistero per nessuno che i riuniti basati sul
principio SPRIDO, indipendentemente dalle
Case che li producono, sono, in assoluto,
i riuniti più diffusi, almeno (a quanto mi
consta) nel mercato europeo e, forse, mondiale.
L’impact factor maggiore, per me è
stato il riconoscimento che la professione (il
“mercato”) ha dato alla mia pubblicazione
di oltre 40 anni orsono.

Carlo Guastamacchia  numero 0 della rivista ECO



venerdì 18 gennaio 2013

intervista a Pelliccia & Gallucci uno



Forniamo contributi alla gestione dello studio dentistico (Practice Management) sotto forma di interviste e articoli di esperti del settore.
Dall’esperienza  del   recente  Dental  Forum  2012   (Odontoiatria di qualità , come comunicarla e realizzarla in modo sostenibile)    è nato  il connubio
di Antonio Pelliccia    e  Francesco   Gallucci, due Accademici con  vissuti e percorsi  esperienziali  diversi ,  che insieme  si ritroveranno ad Asti   il 22, 23 marzo 2013  per il corso

“un weekend con il Marketing per il tuo successo professionale”.
Abbiamo   posto 6 domande  ad Antonio e Francesco, ed oggi pubblichiamo la risposta al primo quesito.

Sono un dentista  o un’assistente con esperienza che coordina da anni lo studio in cui lavoro,  perché dovrei fare un corso di marketing?

Antonio:  se tu sei un dentista o se sei un assistente, gli obiettivi sono diversi, ma alcune risposte sono simili. Ad esempio, se come dici hai maturato una certa esperienza, hai sicuramente potuto analizzare che il mercato, l’economia, la competitività e le norme, in questi anni sono cambiate. Avrai potuto sicuramente assistere al grande impatto che ad esempio Internet ed il Web ha avuto sulla comunicazione, sull’informazione e sulla formazione. Avrai potuto verificare che le esigenze dei pazienti sono oggi maggiori e che mantenere il parco pazienti e stimolare il passaparola siano attività che vanno pianificate professionalmente. Anche se nel tuo studio in fondo la crisi non si sente, o si sente moderatamente, devi investire per essere competitivo e governare in cambiamento che sta avvenendo con alle porte le Assicurazioni, le Convenzioni, i Network, le catene Low Cost, l’esterofilia,...come dice il famoso claim: “prevenire è meglio che curare” e mantenere i pazienti è un compito oggi che va svolto con competenza. Inoltre sai che i costi sono aumentati, che la pressione fiscale ed i controllo sono aumentati, che non basta più solo portare le “fatture” al commercialista, ma che devi conoscere il costo orario, che devi sapere se è quanto puoi far risparmiare ai pazienti, che la pianificazione degli investimenti e quella fiscale sono fondamentali, che il controllo gestionale è vitale e che non basta il buon senso, bisogna essere competenti e saper prendere le giuste decisioni. In tutto il mondo i dentisti svolgono corsi e si preparano al practice management, il motivo è che sanno di essere degli imprenditori, cioè persone che investono e rischiano per trarre profitto dalla propria attività e grazie a questo offrire il miglior servizio ai propri clienti (pazienti). Avresti anche dovuto assistere al grande cambiamento che è avvenuto in ambito clinico in odontoiatria, dove materiali e metodi nuovi, ricerca continua e nuove aree sono state sviluppate. L’odontoiatria ha vissuto epoche cliniche cruciali: dall’ortodonzia cresciuta verticalmente dagli anni ‘80, all’ implantogia sviluppatasi dagli anni ‘90, all’estetica degli anni 2000, fino alla tecnologia ed alla comunicazione dell’attuale decennio. Sicuramente hai anche potuto leggere annunci di ricerca di personale in ambito sanitario e vedere quanti laureati oggi cercano un posto come “office manager” in ambito sanitario per capire che la tua preparazione  professionale deve essere adeguata al cambiamento che velocemente sta interessando la società, la politica, la cultura e l’economia. Siete pronti? Questo corso unisce me ed  Francesco in un mix perfetto di esperienze. Un economista ed un sociologo che dall’economia al Web, passando per la comunicazione e la gestione delle risorse umane, che si addentreranno nel marketing con le sue numerose ed efficaci declinazioni, dal marketing etico al marketing strategico. Ma non sarà noioso, le relazioni sono ricche di aspetti pratici e ti coinvolgeremo!


Francesco: un dentista così  come  assistente che coordina (office manager)  devono  conoscere i pazienti e questa conoscenza è  importante
perché consente di capire le reali motivazioni che li spingono a scegliere il nostro  studio dentistico.
Tali motivazioni non riguardano solo le capacità  professionali e l'aggiornamento tecnologico ma
anche la qualità  del servizio di accoglienza e di assistenza,  le esigenze  emozionali del paziente.
Oltre a questi aspetti che riguardano la relazione con il paziente è  importante capire e mettere in pratica
le tecniche di comunicazione che lo studio odontoiatrico può  adottare per aumentare la propria visibilità  esterna,
ed essere presente nella mente del paziente nel momento in cui si manifesta il bisogno di una visita o di un intervento.
Una terza motivazione riguarda le tecniche di management di gestione dei fattori interni miranti essenzialmente
al miglioramento dell 'efficienza e delle motivazioni dei collaboratori e il controllo delle variabili economiche dello studio.

Sulla locandina allegata  troverai   oltre ai  curricula di Antonio  e Francesco  anche il programma scientifico  che verrà svolto  durante il corso.