martedì 15 ottobre 2013

Intervista ad Andrea Grassi

A Grassi è un “ performance coach”  che si occupa di sviluppo della redditività negli studi professionali  è docente al Corso di Laurea di Odontoiatria all’Università  S Raffaele di Milano. Gli abbiamo posto alcune domande in occasione della conferenza che ha tenuto ad Asti il 10 ottobre  2013.

Andrea  mi è  piaciuta la tua citazione di A. Einstein "Pazzia è  continuare a fare le stesse cose  aspettandoci risultati diversi". Applicato alla realtà  mutevole  di oggi,  lo studio dentistico "tradizionale"  come deve evolversi per restare sul mercato?

Mi piace la domanda, perchè contiene un presupposto fondamentale: lo studio dentistico "tradizionale" deve evolversi. E' solo una questione di come.
Tutto è cambiato nelle "regole del gioco" che governano le dinamiche del mercato dentale e, nonostante piaccia o meno questa evoluzione, negarla, cancellarla o fare finta di nulla, sperando che passi o si risolva da sola, è il preludio ad un fallimento.
La trasformazione principale dello Studio Dentistico deve passare dalla trasformazione del titolare che oggi, oltre ad occuparsi della componente "clinica e medica" dell'attività, deve occuparsi di integrare una componente più puramente imprenditoriale: sviluppo del margine, attraverso lo sviluppo dell'efficienza legata all'erogazione delle prestazioni; aumento della redditività di ogni paziente e aumento del numero di pazienti, attraverso un aumento della frequenza di visita strutturata su efficienti strategie di comunicazione; crescita del personale e orientamento gli obiettivi, attraverso una gestione delle risorse focalizzata alla responsabilità del singolo e una corretta organizzazione interna delle dinamiche extra-cliniche.



Le catene del dentale spendono ogni anno milioni di euro in pubblicità per attirare clienti che non hanno.  Cosa possiamo fare noi dentisti per valorizzare il nostro storico parco clienti?

Sfruttare l'enorme valore che questa storicità permette!
Un tempo i dentisti potevano permettersi di focalizzarsi esclusivamente sul curare il paziente in poltrona, sapendo che sarebbe tornato appena necessario. L'approccio era decisamente passivo rispetto alla necessità di capitalizzare la propria anagrafica. Al tempo bastava quello.
Poi la diga della comunicazione e  della "pubblicità" è crollata stravolgendo il mercato. Se oggi un odontoiatra lascia solo il cliente, per troppo tempo, rischia di perderlo.
Il fenomeno delle anagrafiche che si stanno comprimendo sempre di più è tipico del settore. Così come quello dei clienti “migratori” che in percentuali sempre maggiori migrano appunto da uno studio ad un altro.
Alla dimensione e alla dinamicità dell’anagrafica di pazienti attivi è collegata la ricchezza presente e futura di uno Studio Dentistico.
Le catene spendono milioni di euro in pubblicità perchè devono costruire il capitale dell'anagrafica che non hanno e su cui devono sviluppare tutto il business dello Studio Dentistico.
I dentisti dell'odontoiatria "tradizionale" dispongono di un enorme capitale potenziale che devono assolutamente iniziare ad approcciare attivamente, per costruire un sistema di contatto e proposizione ai pazienti che, a mio parere, può e deve solo essere fatto in modo etico, utile e congruente al posizionamento dello studio.
Le strategie di comunicazione  sui pazienti in anagrafica  finalizzarte  a sviluppare il passaparola,  sono assolutamente economico (a volte è a costo zero) ed è confermato che siano  lo strumento più efficace per sviluppare velocemente i ricavi.
A maggior ragione oggi che la situazione macro-economica è quella che è.  E' uno spreco assurdo restare immobili davanti al valore che c'è nell'anagrafica di uno Studio Dentistico.


"Il commercialista ci parala sempre del passato" è  un tuo aforisma che interpreta  bene il rapporto con il  nostro  "consulente principe" .  Vuoi spiegare ai lettori di Odontoiatria33 che cosa intendi esattamente con questo.

Il "bilancio" che ci dà un commercialista parla solo della dimensione economica dello Studio, e la illustra riferendosi a ciò che è accaduto nei mesi precedenti. Oltretutto, per una serie di ragioni operative, viene consegnato in mesi successivi a quelli a cui fa riferimento. Con la conseguenza che i dati che il dentista si trova tra le mani sono “vecchi”.
Hai ragione, il commercialista è diventato per molti “il consulente principe”. C’è però un grande sabotaggio che molti dentisti si fanno nel momento in cui, per sviluppare le performance, seguono unicamente le sue risposte alla domanda “Cosa devo fare?”.
La visione della realtà dello Studio, per il commercialista, parte solo dal Fatturato che, per la natura stessa dell’attività è anche la dimensione dell’Incassato.
Quando quindi viene analizzato l’utile esso viene messo in relazione solo con ciò che è stato incassato e con i costi, ma l’odontoiatra e tutto lo studio hanno lavorato in modo diverso: o di più o di meno, quasi mai uguale. Hanno lavorato per produrre l’eseguito clinico.
Un utile basso, analizzando solo il bilancio, potrebbe portare ad ottenere una risposta del tipo: “Guadagni poco perché hai troppe spese! Taglia i costi”. Ma potrebbe anche essere che lo Studio stia semplicemente gestendo male gli incassi producendo molto di più di quello che fattura!
Così come un utile alto potrebbe far pensare ad una situazione florida, quando invece potrebbe essere elevato solo perché sono stati recuperati una serie di crediti che hanno alzato il fatturato, con una produzione che in realtà è in calo!
La situazione è molto più articolata rispetto alla visione che può avere il commercialista.
Ma attenzione: non è responsabilità di quest’ultimo! La responsabilità è che il dentista non dovrebbe cercare solo lì la risposta che vuole!  A domande sbagliate è normale ottenere risposte sbagliate.


Coinvolgere il personale nella generazione dei ricavi è possibile? Come possiamo fare ogni  giorno  in studio ?

Responsabilizzando il team, facendo capire quanto è importante.
In una impresa piccola come quella di uno Studio Dentistico è fondamentale ridurre al minimo il personale che non contribuisce, direttamente o indirettamente alla produzione dei ricavi.
Una segretaria, che gestisce con efficienza gli incassi, contribuisce alla generazione dei ricavi.
La stessa segretaria che applica un’efficace strategia di richiamo (fondamentale oggi per i risultati) contribuisce allo stesso modo.
Così come l’assistente alla poltrona che parla con il paziente rassicurandolo,  facendogli capire l’importanza del piano di cura che stanno proponendo.    La generazione dei ricavi in uno Studio Dentistico non è un lavoro di un singolo, ma una sinfonia di team.

Ho letto sul Tuo  saggio "il dente del giudizio"   che hai fondato  "l'Accademia per  lo Sviluppo  Imprenditoriale dello Studio Dentistico".   Come operate esattamente.

La maggior parte dei Dentisti ha una preparazione puramente clinica e mai ha sviluppato competenze di gestione imprenditoriale della propria attività. Un tempo non era fondamentale.
Oggi però si trova in difficoltà o sente che ha bisogno di qualcosa in più perché non sta ottenendo i risultati che desidera.
L’Accademia per lo Sviluppo Imprenditoriale dello Studio Dentistico nasce con l’obiettivo di migliorare la redditività degli odontoiatri, attraverso percorsi formativi, coaching personalizzate e strumenti, sviluppando nel titolare e  nel team dello studio le capacità gestionali per integrare quello che oggi serve per rendere prospero e longevo lo Studio.
Abbiamo una filosofia che guida tutto quello che facciamo: rendere le cose semplici, facili da applicare e integrabili nella quotidianità, perché so perfettamente che l’odontoiatra ha tendenzialmente voglia di fare altro.


Davis Cussotto
twitter@daviscussotto










Lo studio dentistico e la comunicazione sui social media


Indagine sull’ efficacia di una campagna di comunicazione esterna con 

l’utilizzo dei Social Media.



Abbiamo preso in esame uno studio  dentistico del   Nord Ovest del   Paese in una città di medie dimensioni   in cui  oltre al dentista generico  operano  quattro  specialisti ( chirurgia/implantologia, endodonzia, ortodonzia,  medicina estetica)  e due igieniste dentali.   Lo   Studio Campione (SC)  ha   quattro   sale operative una segreteria dedicata,  utilizza un software gestionale (EUREKA)  che copre sia l’area clinica che quella amministrativa della struttura.  Lo SC dalla sua nascita nel 2005  è dotato di un sito web.  il primo ottobre 2011  si decide di iniziare  una campagna di  comunicazione esterna allo  studio  utilizzano i nuovi strumenti  offerti dal WEB 2.0.  Obiettivo della campagna  è  promuovere lo studio sul territorio circostante, per farlo conoscere e migliorare    la reputazione.





La  comunicazione web viene così strutturata:
il sito web tradizionale è  reso  “dinamico” inserendo uno  spazio per  BLOG autoprodotti dallo studio.  I contenuti del Blog   sono implementati i con cadenza quindicinale  utilizzando news   sulla salute  della bocca e della persona e  iniziative dello studio.  Si  apre  una pagina  facebook  SC , analogamente viene creato un profilo Twitter  SC, legato alla pagina  facebook,  per  generare  tweet   ogni volta che si aggiungono   contenuti .    Si inizia ad  animare  il social web  con post   quotidiani presi dalla stampa web su argomenti di salute igiene e prevenzione, ma anche   dando spazio informativo ad attività sul territorio o iniziative culturali  sportive o  sociali in cui sono coinvolti i pazienti dello studio.
I BLOG “prodotti dallo SC”   oltre che  sul sito istituzionale vengono  postati  sui  Social Media  in modo da creare una sorta di osmosi tra Social Media e sito web  ed aumentare vicendevolmente il traffico.  La   cura dei contenuti  viene svolta  all’interno dello studio  e richiede mediamente 30 minuti al giorno da parte di uno dei tre “redattori” (Il dentista  titolare, la segretaria e l’igienista).  Il costo  a parte il tempo  di redazione è limitato alle modifiche attuate nel sito web istituzionale (la dinamizzazione) all’ inizio della campagna. Non vengono infatti utilizzate le inserzioni a pagamento offerte dai Social Media.






Dopo  due anni di campagna  nel settembre 2013 si decide di verificare se le azioni realizzate sul web hanno generato  un vantaggio competitivo allo SC.    L’algoritmo di Google per  indicizzare il  materiale presente in rete utilizza anche  il grado di popolarità di una pagina web  e il gradimento sui Social Media e  ne tiene conto per  definirne la posizione nei risultati delle  ricerche   su  Google.

Si esegue pertanto  una indagine retrospettiva sui due anni di campagna  dal 1° ottobre 2011  al  30 settembre 2013.    Si utilizzano   le  schede prima  visita,  Google analitic (strumento  per il monitoraggio del traffico web offerto gratuitamente da google),  la conta dei  “like”   e dei  “follower”  rispettivamente su facebook e su twitter.

i risultati  ottenuti sono i seguenti:

     1)  Percentuale di   pazienti che in  prima visita   riferisce  di aver individuato lo studio  su internet                         rispetto al   numero  di accessi totale:
           dal 1 gennaio al 30 settembre 2011    sono  il  4,5%
           dal 1 ottobre 2011  al  30 settembre 2013    sono il     7,9%
 

     2)   Dati Google Analitic  applicati  al  sito web  SC
            crescita  del    9%   delle visualizzazioni  di pagina
            crescita  del 8%  delle nuove  visite al sito

      3)    numero di like (mi piace)  sulla pagina facebbok
             0 al 1 ottobre 2011,  222 al 30 settembre 2013


     4)     Follower  su Twitter
             0 al 1 ottobre 2011,  117  al 30 settembre 2013

Con la grande diffusione degli  smart-phone  sempre  on line,    “il passaparola”   che da sempre  fa crescere la  nostra attività,  trova  oggi  un nuovo canale di diffusione che non va trascurato.


Davis Cussotto
twitter@daviscussotto

lunedì 23 settembre 2013

Il Risparmio Tradito

(per gentile Concessione del dr Tiziano Caprara diffondo questa slide sul  Turismo Odontoiatrico)







Tutti cerchiamo di risparmiare. A nessuno piace buttare i soldi e vogliamo avere un ritorno per ciò che paghiamo. Per ciò che riguarda la spesa odontoiatrica l’Università di Berna ha voluto analizzare la bontà dei prodotti oltreconfine per valutare se a fronte di una spesa (in alcuni casi non elevata) si poteva ottenere un buon lavoro, durevole nel tempo.
Il Prof. N.P.Lang ha visitato numerosi pazienti provenienti dalla Svizzera, Ungheria e altri paesi (Germania, Spagna, Francia Slovenia). Lo studio è stato eseguito in modo che il giudizio sulla qualità del lavoro venisse dato prima di conoscere la nazionalità del dentista che aveva effettuato il trattamento. Questo per evitare qualsiasi pregiudizio. Le conclusioni sono state quelle del grafico successivo A ottimoB buonoC mediocreD moltoscadenteE DanniirreparabiliPrestazioni protesiche a confronto tra Svizzera e stati esteri con particolare riferimento all'UngheriaSvizzeraAltri Ungheria



Giudizio di qualità :
A = Lavoro eccellente, di alta qualità
B = Trattamento buono, restauri senza rischi di danneggiamento per il cavo orale
C = Esito accettabile, accompagnato da modeste imperfezioni, non gravi, con possibili correzioni
D = Trattamento scadente e carente con alterazioni irreversibili che hanno già compromesso la salute del paziente o che l’avrebbero compromessa in futuro. Necessita di rifacimento lavoro)
E = Grave mutilazione e compromissione delle strutture e funzioni orali, con gravi danni che continuano a permanere anche dopo una nuova restaurazione, obbligatorio intervento successivo, costi per rifacimento superiori a quelli iniziali

Purtroppo il detto “Non esistono pranzi gratis” è stato confermato anche in questo lavoro. L’Università Svizzera ha infatti valutato la maggior parte dei lavori provenienti dall’Ungheria come “mutilanti e arrecanti gravi compromissioni dell’apparato stomatognatico, perduranti anche dopo una nuova restaurazione”. Va bene spendere meno o risparmiare. Ma se questo deve provocare una spesa molto più grande o addirittura la perdita della salute, forse è meglio pensarci due volte.
La salute perduta non può essere ricomprata.


Dr Tiziano Caprara

venerdì 5 luglio 2013

la riunione del mattino: strumento di coaching



 Il   Dr Mark Hyman  (DDS)    libero  professionista  a  Greensboro  (North Carolina, USA),  professore Associato  presso la University of North Carolina School of Dentistry   recentemente inserito  da “ Dentisty To Day" nella rosa dei  migliori speaker del dentale  Americani.   Abbiamo  posto   10 domande al    Dr Hyman    che  sarà presente in   Video conferenza alla terza edizione del Dental Forum   (Asti  5 ottobre  2013).


 Mark perché ritieni molto importante la riunione del mattino con il team di lavoro?



La riunione del mattino , 15 minuti prima dell’ inizio dell’ attività clinica, è l’unico momento in cui tutto il team si riunisce insieme. L’ attività della giornata viene presa in esame,  evidenziamo  eventuali   i punti critici e cerchiamo le opportunità per offrire il miglior servizio  al nostro paziente. La riunione   è  rapida, coincisa ed efficiente.   Quali patologie non trattate ha  rilevato  l’igienista ? per il sig  NN     è necessario preparare in sala il laser    l’assistente necessita di aiuto?     Nell’ agenda  c’è un “buco” da colmare   come  possiamo  dare una mano alla segretaria?  Un “gossip”,  una battuta,  tanti sorrisi,  abbiamo creato  in 10  minuti un  efficace  strumento per la motivazione   di  una  squadra  di successo.

twitter@daviscussotto


giovedì 13 giugno 2013

Turismo odontoiatrico: molte cliniche in Costarica gestite da dentisti statunitensi

Judi Gebhard sul Costarican Times  ha di recente pubblicato un’inchiesta sul turismo odontoiatrico  verso il Paese  Caraibico: La stagione delle piogge  che   fa scendere le quotazione dei voli aerei  dagli USA  verso i Paesi del sole Centroamericani,    incrementa il numero di Cittadini Usa alla ricerca di un dentista a buon mercato.




220 $   il costo medio del volo da Miami andata e ritorno  in bassa stagione,  costo  facilmente compensato  dal risparmio realizzato  su un  piano  di trattamento che includa  almeno  un paio di impianti.   Nel  2012  il fatturato  del turismo dentale in Costa Rica è stato di  1, 3 miliardi di dollari.   Stesso livello di Cure offerte in  USA e Canada, dove si sono formati i dentisti  Costarichegni.  Molte Cliniche sono  state create  direttamente da professionisti   Nord Americani  che nel “Caribe”  trovano  una  vita meno  frenetica, un clima dolce tutto l’anno, aliquote fiscali più vantaggiose  e  costi infrastrutturali più abbordabili.
 J Gebhard da  poi alcuni consigli ai potenziali pazienti:
 1)            Avere un’idea precisa del piano di cure necessario  e del costo della riabilitazione affidandosi  a un dentista Statunitense, non esitare a chiedere più di una opinione.
 2)            Programmare  il  viaggio prima visita in Costa Rica durante una breve vacanza, si ammortizzano così i costi e si può godere di un po’ di relax
3)            Per la scelta del Professionista Costarichegno affiadarsi al  Medical Tourism & Travel Guide (http://medicaltourismtravelguide.com/)  portale che consente  anche di valutare la reputazione dei professionisti locali.
4)            Accertarsi che i prezzi delle prestazioni offerte siano completi, ad esempio agli impianti va associata  la protesi, è utile leggere l’e book informativo scaricabile gratuitamente dal portale.

Il turismo medico ed odontoiatrico è una realtà globale, che interessa  il pianeta, segue le logiche della delocalizzazione della produzione e  del businness internazionale che investe ove si realizzano maggiori profitti .  A Las Vegas (Nevda, USA) dal 2 al 6 novembre prossimo,  avrà luogo il   sesto  Annual World Medical Tourism & Global Healthcare Congress.

 twitter@daviscussotto

venerdì 7 giugno 2013

piano dell' American Dental Association per superare il "dental divide" in USA. Possiamo importarlo in Italia?

Il mondo dentale   Statunitense pubblico e privato    si è  unito  per affrontare  la crisi  che interessa  il settore della  salute orale. Interessante osservare la  sinergia  instauratasi  in USA  tra  il   settore pubblico  e  l’ American Dental Association   nell’ interesse della salute pubblica:  un modello  a cui ispirarsi  anche nel nostro paese.
ADA  ha lanciato  la campagna “ il dentista fa la differenza”   che  mira a ridurre il numero di adulti e bambini con  patologie orali non trattate,  attraverso l’educazione alla salute orale e la prevenzione.





La necessità è chiara, secondo dati del sondaggio  commissionato ad Harris Interactive (colosso mondiale della sondaggistica)  e diffusi   a metà maggio. L’indagine  condotta online nel mese di aprile   su  più di 1.200 adulti americani, ha confermato un inquietante  “dental  divide”  in America:
1)  metà degli adulti a basso reddito  non aver visto il dentista da oltre un anno  mentre  il 70% dei  cittadini a  reddito  medio ha visitato il dentista nell’ultimo anno
2)  il 7% degli adulti  a  reddito  basso è edentulo,  contro il 3%  degli adulti a reddito medio alto.
3)  il 18 %  degli adulti a reddito  basso è stato in un pronto soccorso per  una emergenza dentale, almeno una volta della vita;  solo il 7% dei redditi medi ha avuto la stessa esperienza.
La maggior parte degli intervistati però ritiene che il “Affordable Care Act”, il sistema  di assistenza pubblica  recentemente creato dall’ amministrazione Obama possa risolvere i loro problemi
Il presidente ADA Robert A. Faiella, DMD  dichiara  che nell’ ultimo ventennio sono stati fatti notevoli progressi nella salute orale e che lo stato di salute delle ultime generazioni è migliorato.
Ma il divario tra chi ha accesso alle cure e chi no è ancora grande.  ADA lavora per superare questo divario, una  buona salute orale non deve essere un lusso.
Il programma di ADA per contrastare il “dental divide”  si articola in  quattro  punti:
1)  Curare le persone che soffrono di patologie non trattate:
riducendo del 35%  entro il 2020  il numero delle persone che accedono a un pronto soccorso per  una emergenza dentale questo estendendo ad altri 10 Stati il programma prevenzione nella     popolazione residente  nelle case di riposo e  espandendo in tutto il paese il programma  “Kids a Smile”  per lo screening degli under 5.
2)  Rafforzare  la rete pubblica e privata  per fornire più assistenza ai cittadini Americani,  semplificando l’accesso a Medicaid ( servizio pubblico)
3)  Accrescere l’ educazione alla prevenzione aumentando il numero di presidi pubblici locali a  questa dedicati  i cosiddetti  Community Dental Health Coordinators.
4)  Portare  all’  80% degli Americani  entro il 2020, l’acqua potabile fluorizzata nelle abitazioni.

“ I bambini nascono senza carie” ci ricorda Faiella “ le patologie sia acquisiscono successivamente.  Lavorare sulla prevenzione  è importante  anche perché  Medicaid  nonostante gli sforzi non riesce a coprire tutte le prestazioni  necessarie agli Americani.
Dal 1859  ADA  lavora nel sociale e nella prevenzione  con “ADA  no profit” e può contare su 157.000  iscritti in tutto il Paese.

Twitter@daviscussotto